Aldo Cazzullo: «L’illusione è che ognuno possa essere giornalista di se stesso»

Nel futuro del giornalismo c’è uno strumento preciso per Aldo Cazzullo, firma di punta del Corriere della Sera. Quasi un correlativo-oggettivo della professione che verrà: «Come tutti quelli che telefonavano hanno comprato il telefonino, così tutti quelli che leggono si informeranno sui tablet», dice Cazzullo. «Uno strumento che avrà il vantaggio di coniugare qualità, multimedialità e aggiornamenti in tempo reale senza svendersi all’illusione della gratuità di internet». Perché fare giornalismo di qualità costa, e «non nascondiamoci dietro un dito, la pubblicità permette ad un giornale di esistere. Grazie ai tablet diventerà parte del giornale: interattiva e intelligente, in grado di comunicare con i lettori senza essere troppo invasiva».

iPad e cugini tecnologici cambieranno i modi di fruizione del giornalismo, non il giornalismo stesso. Che semmai dovrà imparare a giocare con gli strumenti multimediali che abbiamo a disposizione: primo su tutti il video: «Da quando ho iniziato a viaggiare per l’Italia e a raccontare i mille volti di questo Paese, ho imparato a farmi accompagnare da una troupe che si occupa di video, anche se questo richiede più fatica e più lavoro per tutti».

La tecnologia non potrà mai sostituire il lavoro del giornalista, che è un mestiere di presenza, di mediazione e di testimonianza: «Il giornalista del futuro dovrà semmai incrementare la sua capacità di “esserci”. Non basta più la carta stampata. Bisogna saper stare in televisione, in libreria e, soprattutto, in giro. Ad incontrare le persone e i lettori, il pubblico».

E non farsi abbindolare dalla “facilità” della rete: «Il web ha fatto credere che ognuno può essere giornalista di se stesso. Così sovente si scambiano le notizie con le opinioni, l’invettiva con l’informazione». «Anche per questo», continua Cazzullo, «non ho un profilo Facebook e neppure uno su twitter (@mondialialdo fu creato solo per seguire la coppa del mondo di calcio in Sudafrica ndr). Ma non sono chiuso alle innovazioni: quando “inventai” la diretta sms dalla direzione del Pdl in occasione dello scontro Fini-Berlusconi, il sito del Corriere ebbe un’impennata di accesi. Così continuai con Montecitorio».

La sfida più grande per i futuri professionisti dell’informazione? «Non avere confini, specie quelli della propria testa».

Gabriele Pieroni @gapieron

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