Chi siamo

#faremonotizia è un progetto del Master in Giornalismo Walter Tobagi, dell’Università degli Studi di Milano.
Partecipano al blog:

  CINZIA FRANCESCHINI @fraiznic
Nata a Treviso, con qualche settimana di ritardo, il 30 agosto 1988. Due obiettivi per la vita: abitare in almeno venti città diverse del mondo e diventare giornalista. Il massimo sarebbe unire le due cose. Con una macchina fotografica al collo. E i piedi mai troppo per terra.
  CRISTINA CARNELLI
Cristina Carnelli, nata e cresciuta a Turate, provincia di Como. Mi sono laureata in storia dell’arte e in editoria all’università Statale di Milano. Alla scuola di giornalismo sono capitata per caso. Dopo la laurea e un mese a New York ho spedito centinaia e centinaia di curriculum, e nessuno mi ha risposto. Mi è arrivato il bando di concorso del master, e ho deciso di provarci. Ho fatto il primo stage in radio, ma non so bene in che ambito o dove vorrei continuare.
  ELEONORA BRIANZOLI @lemonchica
Milanese nella testa e nell’anima, con le radici sotto il Duomo “e i rami nell’altrove”.
Se c’è chi nasce con la camicia, io sono nata con la valigia. Appena laureata in giurisprudenza vado a lavorare all’estero: Svizzera, Francia, Lussemburgo. Mi fermo a Milano per imparare a raccontare il mondo. Curiosa tenace, ho voglia di conoscere tutto. Critica inguaribile, rivolgo su ogni cosa uno sguardo dissacrante. Sempre convinta che la cultura è il sale della vita, ma l’ironia è il pepe.
  ELIA MILANI @elia_milani
«Che cosa vuoi fare da grande?». «Il calciatore», rispondevo. Qualche anno dopo, e con un destro non proprio “al fulmicotone”, avrei risposto l’archeologo. A 11 anni, quella che si dice “una folgorazione sulla via di Damasco”, mi convinse per qualche mese che avrei voluto fare il prete. Allora non sapevo che, dopo una laurea triennale in storia e una specialistica in antropologia, a Damasco ci sarei finito davvero. A studiare l’arabo e a conoscere quello scorcio di Medio oriente. Oggi, a 26 anni, da Biella mi trasferisco a Milano. Per imparare a raccontare piccole e grandi storie con la penna, con la voce e con le immagini. Un multitasking che spero possa darmi molte soddisfazioni. «Che cosa vuoi fare da grande?». «Non ho più dubbi. Il giornalista».
  ELIANO ROSSI @ElianoRossi
Nato nel 1985 a Colleferro, Roma. Appassionato di politica  ed economia internazionale, mi sono laureato in Scienze Politiche con una tesi sull’Arabia Saudita post 11 Settembre 2001. Sin da giovanissimo ho cominciato a vagabondare tra l’Inghilterra e la Spagna. Poi ho preso la macchina fotografica in mano e ho continuato a viaggiare, guardando il mondo attraverso la lente del mio obiettivo. La passione mi porta sulle tracce dei Paesi emergenti. Il focus è sul Brasile, la nazione che più mi ha stregato.
  FILIPPO SANTELLI @filipposantelli
Classe 1984. Cresce in Veneto, cambia (molto) a Parigi, da qualche anno vive a Milano. Comincia a piacergli. Una
laurea in Filosofia e tanta fiducia nel pensiero. Quello critico, mobile, ironico. Ha dei pallini. La politica, italiana e internazionale. Le città, colpa di quelle invisibili di Italo Calvino e di un professore di antropologia. I media e il loro futuro. E poi lo sport. Gioca a basket: playmaker. Non sopporta gerghi e ideologie. Il suo tentativo di evitarli: studiare, conoscere i fatti e raccontarli con chiarezza. Insomma, fare il giornalista.
  FRANCESCO RICCARDI @galbusang
Originario di Fondi, un paese sull’Appia, a metà strada tra Roma e Napoli. Cresciuto (?) a Latina. Laureato a Roma Tre in comunicazione. Qualche viaggio (sperando siano sempre di più). È a Milano per imparare, cambiare aria, fare qualcosa di nuovo,capire cosa può riuscirgli meglio.
  GABRIELE PIERONI @gapieron
Non avendo precisi ricordi del momento, secondo l’attendibile testimonianza della madre Giuseppina sarebbe venuto alla luce in una gelida nottata di gennaio fra le colline delle Langhe, ad Alba, il penultimo giorno disponibile per il Capricorno. Siamo nell’anno più Orwelliano del’900 e di lì a poco – rumors riportano «con suo profondo rammarico» – Berlinguer avrebbe pronunciato il fatal discorso di Piazza della Frutta, lasciando un incolmabile vuoto. Il tempo della politica era però in procinto di lasciare il passo alla televisione, le Camere alle teleCamere e le ideologie cedere di fronte al più appetibile «posto al sole». Chi lo conosce sostiene che vorrebbe essere in grado di scrivere una Grande Narrazione. Per ora si accontenta di diventare un buon giornalista. Laureato magistralmente in Filologia Moderna con tesi su Pirandello poeta, frequenta attualmente il Master in giornalismo Walter Tobagi, Università degli studi di Milano. Ha pubblicato il suo racconto, Una luna d’acciaio, in I migliori scrittori piemontesi under 25, edizioni Cattedrale. Vorrebbe scrivere di cultura e cibo, meglio se cibo culturale o cultura edibile. Adora il Kebab nella sua variante con peperoni e mozzarella, qualsiasi formaggio che contenga muffa e la burrata con dentro una burrata.
  GIULIANA DE VIVO @giulianadevivo
Sono nata a Caserta, capoluogo di provincia dalle enormi potenzialità sempre inespresse. Ho capito presto che desideravo fare l’immigrata al nord, ma ci sono riuscita solo dopo la laurea in Giurisprudenza alla “Federico II” e un anno di studio (e altro) a Santander, la città della Spagna ingiustamente famosa più per l’omonima banca che per le sue meravigliose spiagge. Vivo con il costante desiderio di fare, leggere, vedere e raccontare mille cose diverse. E con l’insoddisfazione che deriva dal non riuscire a fare tutto. Per disintossicarmi ogni tanto rinuncio e mi chiudo in casa a non fare nulla. O a pensare: pure quella è un’attività. Vorrei avere un temperamento low profile e discreto, ma i bollori del sangue terrone sono difficili da raffreddare. Mi meraviglio molto, mi stupisco di rado, m’incazzo spesso, non mi indigno quasi mai.
  LIDIA BARATTA @lidiabaratta
Nasco nel 1985 a Cosenza. Seguendo il sogno del giornalismo, dopo il liceo classico mi trasferisco a Bologna. Sotto i portici studio semiotica e sociologia per laurearmi in Scienze della comunicazione. La tesi mi riporta in Calabria e si intitola: Il Dibattito. La storia del primo giornale sequestrato come corpo di reato mafioso. Nel 2007, valigie di nuovo pronte. Direzione Roma, dove concludo la specialistica in Editoria e scrittura con un lavoro in storia del giornalismo, Guido Piovene e Giorgio Bocca: l’Italia sotto inchiesta tra ricostruzione e miracolo economico. Tra gli studi universitari e l’ammissione alla scuola di giornalismo Walter Tobagi, ci sono tre mesi trascorsi a New York. E qui mi commuovo puntualmente passando davanti all’edificio della School of Journalism di Pulitzer e al grattacielo del New York Times. A Milano, dopo un anno nelle aule della Tobagi, sfido la mia capacità di resistenza con uno stage a Libero. Dove, vivendo i ritmi martellanti sia del web che della carta stampata, scopro l’amore per la cronaca. Ma il faro guida resta il lavoro d’inchiesta. Scritto, e perché no, anche per immagini. Un ambito tematico ancora non l’ho trovato. Anche se nutro una (insana) passione per il diritto e le storie di mafia.
  PAOLO FIORE @paolofiore
Nato in provincia di Lecce nel 1985, mi laureo in Scienze della comunicazione a Bologna con una tesi in Diritto dell’informazione: La regolamentazione e l’assegnazione delle frequenze radiotelevisive in Italia: il caso Europa 7. Mi trasferisco a Roma: La Sapienza. Laurea specialistica in Editoria e scrittura con una tesi su La Voce di Indro Montanelli. Storia e temi di un quotidiano indipendente. Nel 2010 arrivo alla Tobagi. Il sogno è il quotidiano di carta. Mi attrae la multimedialità di internet. Mi sento lontano dal giornalismo televisivo, ma adoro fare il giornalista con la telecamera. Per occuparmi di economia e criminalità organizzata.
  ROBERTO BRAMBILLA @BobbyBrambo
Nato a Sesto San Giovanni nel 1984, ho vissuto i miei anni di studio matto e disperatissimo tra le aule polverose di via Mercalli e quelle asettiche di piazza Indro Montanelli. Una laurea magistrale in Lingue e due grandi passioni: gli esteri e lo sport, più scritto che praticato. Da eterno indeciso, negli ultimi mesi ho cambiato idea sul mio futuro con la stessa frequenza con cui Paris Hilton cambiava i fidanzati. Poi dopo un’estate di riflessione mi sono iscritto all’esame di ammissione al Master. E inspiegabilmente l’ho passato. Sono qui nella veste di “apprendista stregone” per cercare di imparare ma soprattutto per imparare a fare. Con il sogno di poter raccontare storie e spiegare fatti.
  SILVIA RAGUSA @daenerys14
Stai per cominciare a scrivere. Non sai bene cosa. Un’autopresentazione sembrerebbe. Ma non è per niente semplice. Potresti dire che vieni da Ragusa. Sì. Silvia Ragusa da Ragusa. Ma capirai. Per tanti è solo la casa di Montalbano. Potresti dire che hai studiato Lettere all’Università di Catania e che la tua tesi, dedicata alla figura di Maria Occhipinti, è stata pubblicata. Ma chi conosce la Occhipinti? Allora potresti dire che da sempre coltivi un sogno, quello di scrivere per un giornale. E lo hai pure fatto, per anni, a partire dalla pagina culturale del quotidiano “La Sicilia”, così come hai fatto l’insegnante, la promoter, la commessa, la libraia, la segretaria, l’interprete, la locandiera. Già. Perché la scrittura ti appartiene come la faccia. Potresti dire come sei finita qui, al master di giornalismo. Ma questa sarebbe una lunga storia. E siamo all’ultima battuta.
  STEFANO RIZZATO @stefanorizzato
Nato nell’agosto ’85 – l’ultima volta che sono stato puntuale -, arrivo in Lombardia dopo due anni passati a Roma. Nel bagaglio: tanti libri, le scarpe da calcetto, pochi capelli e un accento indecifrabile. Erasmus in Andalusia, una tesi di poesia peruviana, poi una lunga militanza su Cicloweb.it. Aggiungere i più disparati lavori, qualche corso di arabo e una certa vocazione da nerd e il gioco è fatto. Virtuoso dei viaggi lowcost e delle triangolazioni improbabili, ho lasciato un pezzo di cuore tra Roma, Siviglia e il Marocco. Il pallino degli esteri e degli sport, tutti. Della tecnologia e dei nuovi modi di interagire e vivere. Da qualche tempo collaboro con il quotidiano La Stampa. Con tanta voglia di cercare, interpretare, comunicare.

2 thoughts on “Chi siamo

  1. Pingback: Faranno notizia? #faremonotizia! | Vita Digitale

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