Luca Telese: «Il cronista del futuro? Dovrà trovare le notizie che mancano»

Il giornalismo è morto? Niente di più falso, secondo Luca Telese. Per la firma del Fatto Quotidiano i punti cardine dell’informazione del futuro sono tre: selezionare, decodificare e soprattutto arrivare dove gli altri non arrivano.

Nella valanga di lanci d’agenzia, cinguettii e link su facebook, l’obiettivo diventa “saper leggere”: «Di notizie ce ne sono troppe, il punto è essere in grado di sceglierle e commentarle», spiega Telese. La digitalizzazione dell’informazione, quindi, rende «più importante il peso specifico delle opinioni e la capacità di interpretazione».

Ma non vuol dire che non ci sia più spazio per i cronisti. Anzi. Di loro, dice Telese, «c’è ancora più bisogno», a patto che sappiano «trovare le notizie che mancano, quelle di fronte alle quali non c’è ancora la webcam accesa». Il cambiamento in atto per il cronista è, in realtà, un’occasione: «La tecnologia e il bombardamento mediale lo sollevano dal coprire tutto, a cominciare dalle notizie main stream. Prima bisognava fare il giro di nera anche per ospedali, forze dell’ordine. Oggi invece il cronista può scegliere di concentrarsi sulle cose più interessanti».

Giuliana De Vivo @giulianadevivo

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