Gomez: “Il futuro è multimediale, ma la credibilità resta indispensabile”

Cambiano, e cambieranno ancora, i mezzi per comunicare. Ma non il ruolo del giornalista. Che resta quello di dire ai cittadini ciò che non sanno, con credibilità e autorevolezza.

La firma come garanzia di verità delle storie raccontate dopo aver «verificato una voce, testato l’affidabilità di una fonte». Dando al lettore la sicurezza che «le analisi e le prese di posizione non sono viziate da interessi personali»: questo, secondo Peter Gomez, direttore de IlFattoQuotidiano.it, il ruolo del giornalista di domani. Il quale, più che mai in quest’epoca di innovazione tecnologica, ha il dovere di raggiungere quante più persone possibile. Per questo, spiega Gomez, è indispensabile che sappia essere multimediale. Saper scrivere «in modo chiaro e interessante, collegando tra loro fatti che se presi singolarmente hanno magari poco significato, è un obbligo». Ma diventa «altrettanto obbligatorio saper riprendere e montare un buon servizio televisivo o radiofonico, selezionare e modificare una foto, preparare un’infografica». Perché «ci sono storie che possono essere ricostruite al meglio solo utilizzando tutti i mezzi che abbiamo a disposizione».

Chi è in grado di fare tutto questo, afferma Gomez, non deve temere il citizen journalism, che «è un fenomeno importante, ma da solo non va da nessuna parte». Qualunque cittadino infatti può essere testimone di un evento e raccontarlo con diversi media. Altra cosa è «saper categorizzare e gerarchizzare quotidianamente storie e notizie». Ed è in base a questa capacità che i lettori, gli utenti, scelgono di preferire una testata rispetto ad un’altra. «Il tempo che le persone possono dedicare all’informazione non è infinito – spiega Gomez – perciò è indispensabile segnalare cosa in quel momento è importante e cosa no, scegliere cosa pubblicare e in che ordine». E forse, continua il direttore, la crisi della carta stampata sta anche nell’incapacità di rispondere a questa esigenza: «Nel momento in cui la tecnologia mette a disposizione di tutti migliaia di notizie quasi in tempo reale, i giornali sono rimasti al secolo scorso. Sono spesso composti da 50 e più pagine che nessuno avrà mai il tempo di leggere. E se, fino a qualche hanno fa, il loro spessore era giustificato dall’esigenza economica di ospitare la pubblicità e di riportare notizie che non era possibile leggere altrove, ora che gli inserzionisti sono in fuga e scelgono il web, restano solo i costi enormi e un cimitero di alberi tagliati inutilmente».

Giuliana De Vivo        @giulianadevivo

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