Paolo Rodari: «Cambia l’abito, ma l’anima saranno sempre le notizie»

Notizie, notizie, notizie. Questo è e sarà sempre il giornalismo secondo Paolo Rodari. Il mezzo impone un cambio d’abito, ma l’anima resta sempre la stessa.

Rodari scrive su un giornale che è di carta anche nel nome (Il Foglio), si occupa di temi antichi ma attualissimi come gli spifferi che escono da Città del Vaticano. E guarda con attenzione al web: cura un blog (palazzoapostolico) e su Twitter conta oltre 10.500 follower.

Cambia il veicolo, non il principio. «Credo che l’essenza del giornalismo ora e in futuro sia la notizia: dare notizie, cercare notizie, stuzzicare il lettore con notizie inedite. Su quali mezzi queste notizie verranno date è in fondo irrilevante. Il lettore cercherà sempre e solo qualcosa che non trova altrove, su qualsiasi media gli sia proposto».

Un cambiamento pare irrinunciabile: «Certo», dice Rodari, «si cercheranno sempre di più anche le analisi». Ma, anche in questo caso, il perno sarà sempre lo stesso, perché l’analisi per Rodari non è altro che una notizia: «Una notizia contestualizzata in un ragionamento o commento più vasto», ma pur sempre una notizia. Carta, web, blog, twitter, tv, brevi articoli o analisi: tutto è secondario. Si arriva da dove si era partiti: «Prima (scusate se sono ripetitivo) vengono le notizie».

Paolo Fiore @paolofiore

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