Whitney Houston e Keanu Reeves: perché Twitter non ci sostituirà

Avete presente quei geniacci che fanno a gara a commentare gli status Facebook delle celebrità, soltanto per scrivere “primo!”? Ecco, l’entusiasmo generalizzato sulla velocità di Twitter sembra dello stesso livello. Googlare per credere: se il cinguettio è la moda del momento, l’elogio del cinguettio segue a ruota.

È successo ancora domenica scorsa, con la prematura scomparsa della cantante Whitney Houston.  Che ha dato l’occasione ai tweentusiasti più irriducibili di esultare all’ennesimo successo del social network, capace di battere sul tempo giornali e agenzie di stampa. Un ritornello innescato da un video promozionale di Twitter stesso (Faster than earthquakes) e quanto mai infantile.

A che serve infatti chiedersi se sia più rapido un messaggio di 140 caratteri, che chiunque può digitare quando è informato di un fatto, oppure la notizia generata da una struttura che ha tempi tecnici e obblighi di verifica? Davvero vogliamo ridurre il giornalismo a una gara di velocità?  È questo quello che conta davvero per il pubblico? Per Mario e Marta Rossi, signori di mezza età, digitali ma senza esagerare, conta di più sapere prima o sapere bene?

Una domanda che è bene porsi, perché la gara di velocità è una delle caratteristiche del giornalismo online italiano, almeno in questa sua prima – e forse un po’ confusa – fase. La rapidità può essere cattiva consigliera: qualche ora dopo che Twitter aveva battuto i professionisti dell’informazione sulla morte di Whitney Houston, tra i suoi trending topic è comparso Keanu Reeves. Tutto per una sonora bufala del sito Global Associated News, che dava l’attore per morto in un incidente con lo snowboard in Svizzera. Bufala prontamentee recepita e rimbalzata tra i cinguettii del social network del momento.

Non è la prima e probabilmente non sarà neppure l’ultima volta. Twitter – e per estensione la Rete – offre spunti e pessimo gusto, scoop quasi in tempo reale e notizie false. È un mezzo di comunicazione senza filtro e potente e può essere più veloce di giornalisti e agenzie. Ma non può arrivare a sostituirli.

Stefano Rizzato @stefanorizzato

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