Riccardo Bagnato: «Il futuro del giornalismo non sarà un’Apocalisse»

«Il futuro del giornalismo? Non sarà un Apocalisse, si tratta come sempre di comprendere quello che sta succedendo. Che poi è il nostro mestiere». Così Riccardo Bagnato, giornalista professionista, collaboratore di Repubblica.it e autore di IJobs, una biografia non autorizzata di Steve Jobs, vede il futuro della professione.

Oggi ci sono più notizie e più possibilità per diffonderle, ma per Bagnato le nuove piattaforme non cambieranno l’essenza del giornalismo. «La questione sarà sempre di avere o non avere le notizie – dice Bagnato – di verificare la loro veridicità e di capire se hanno interesse pubblico. Non dobbiamo vedere il futuro del nostro mestiere in termini di difficoltà, ma in termini di sfide da affrontare. Come in tutti i mestieri, del resto».

Secondo il collaboratore di Repubblica.it c’è però il rischio di aggravare un problema già presente nel giornalismo di oggi. «Con Internet, Twitter e Facebook – spiega ancora Riccardo – si è avuta l’impressione di poter raccontare la realtà stando seduti, senza verificarla andando in giro, incontrando le persone e stando sul posto. E con il passare del tempo questa tendenza potrebbe accentuarsi».

E sul tema della velocità, un’altra delle parole d’ordine del giornalismo attuale, Bagnato risponde con una provocazione. «Avere più tempo significa fare un lavoro migliore?».

Roberto Brambilla @bobbybrambo

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