Paolo Madron: «Informare bene? Si può anche online e in tempo reale»

Molto rumore per nulla. O meglio per un mestiere che cambia solo interfaccia, passando dalla carta agli strumenti digitali. «Per il resto, non credo si sia modificato più di tanto». Paolo Madron la sa lunga a riguardo. Giornalista economico finanziario di lungo corso, inviato del Sole 24 ore e direttore di Panorama Economy, un altro luogo per l’informazione l’ha già trovato su internet. Si chiama Lettera43, in riferimento al 2043, anno in cui secondo lo studioso di giornalismo Philip Meyer sarà venduta l’ultima copia sgualcita del New York Times. «Ma la carta non sparirà mai del tutto», spiega subito Madron.

Rinnovare l’editoria tradizionale va bene, ma «l’adattamento è sperimentazione, visione, verifica. Insomma: ricerca. Perché il ruolo informativo del pubblico attivo che usa i social media cresce e matura».  Il gioco non cambia però: «trova la notizia, contestualizzala, scrivila bene».

«Certo, non ci sono ancora modelli di business sicuri, ma i quotidiani tradizionali continuano ad andare male e siamo tutti concordi nel prevedere che l’informazione non morirà, per cui da qualche parte la gente dovrà andare a leggere. Inoltre, pur tenendo conto di volumi ancora bassi, la pubblicità cresce in proporzione su Internet più che su altri mezzi. In America poi il fenomeno dei siti d’informazione indipendenti è ormai stra-affermato». E gli indici del primo quotidiano interamente online che Madron dirige ne sono uno specchio riflesso.

Solo paura dell’ignoto allora? «Forse. Non vedo nessun pericolo. Qualsiasi mezzo si usi la sostanza è sempre la stessa: fare informazione e farla bene. L’online ha una marcia in più, la velocità che l’era digitale ti permette».  Ma non c’è il rischio di prendere a volte delle sonore cantonate? «Certo, quando lavori in tempo reale e con una serie di fonti moltiplicate il rischio c’è. Ma se sai fare bene il mestiere riuscirai solo a dare la notizia prima di qualsiasi quotidiano cartaceo. Le dimissioni di Emilio Fede ad esempio. I giornali tradizionali non hanno fatto in tempo».

Silvia Ragusa @daenerys14

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